L’Identità Perduta

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L’uomo che non sapeva chi fosse

cammina ora 

lungo il percorso del mio sguardo:

la sua è un’ andatura 

di un tempo non definito ….

Con la sua mano accarezza 

il dolore della solitudine . . .

Sul suo volto la nostalgia delle cose perdute. . . 

Sui suoi piedi la fatica degli incontri falliti. . .

Sulle etichette create ad arte dalla gente

 il suo nome assomiglia a Nessuno,

naufrago di epiche memorie …

Una spina nel suo fianco

gli ricorda costantemente la sua finitudine. . .

Incompreso sulle vie della giustizia,

frainteso volutamente 

per disperdere le sue intuizioni tra le folle,

respira ogni giorno la nebbia delle promesse,

il fumo delle illusioni 

gettato senza rispetto sul suo volto. . .

Lo mantiene in vita

una sola verità 

quella di non a fare ad alcuno

ciò che non vorrebbe si facesse contro di lui …

La sua battaglia,

apparentemente persa sul campo del quotidiano,

si svolge sul piano dell’essere

là dove s’incrociano i volti senza maschera

e l’io abbandona gli scudi della difesa.

A nudo le identità sono svelate

cosi come la falsità è palesamente illuminata. . .

La consapevolezza di un desiderio

vive nel dopo degli incontri:

la semina del bene

è l’attesa che sprigiona fiducia.

Il Mendicante Itinerante

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Collezionava tasselli di puzzle

raccolti ai crocicchi delle strade

il mendicante itinerante

dall’irresistibile sguardo

nel silenzio del tempo…

 

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La sua mano tesa

accoglieva e custodiva

i segreti dei passanti…

la fantasia della libertà

nell’unicità dei viandanti.

 

Attorno a lui

l’energia della pace

rafforzava il desiderio

di scrutarsi dentro ed amarsi

per la bontà di esserci.

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Non immaginava di resistere

alle tempeste improvvise di violenza

di grida soffocate e disperse nella notte

tra abbandoni e solitudini

diritti violati e giustizie non date.

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 Il suo respiro lento

dentro ogni cuore

anima la serenità

della sera inquieta

calma l’istinto della vendetta

spalanca le porte del perdono.

 

 

Cammina senza sosta…

Va’ tra le vie della città…

L’onda del suo mantello

mosso dal vento del mistero

disegna la cifra del senso

nell’avvento dello stupore:

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magia di un abbraccio

per l’uomo che viene nel bisogno

e crede nell’incontro!

                                                                 La Matita

 

 

 

L’ASSENZA

… Ero solo…

l’altra sera…

erano circa le otto…

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… il silenzio ..

dentro di me e attorno a me

quando d’un tratto

un strano rumore

dietro la porta di casa…

… sarà lei …

di ritorno dal lavoro …

il cuore si sveglia di soprassalto..

la mente si rallegra…

gli occhi s’illuminano…

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la solitudine

sarà spazzata via…

finalmente!

Macchè… non può essere..

…lei…

è partita e ritorna domani.

L’assenza

per un po’ ti fa impazzire…

credere e sentire

una presenza che non c’è.

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Ma il domani non è lontano…

l’abbraccio dell’amore

è solo rinviato!

 

la porta del mio silenzio

 

Hanno bussato

alla porta

del mio silenzio

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Ho esitato

ad aprire

temevo fossero

le parole

 

Le solite parole

invadenti

di velluto nell’apparenza

taglienti nella realtà

 

Per un attimo

ho pensato:

meglio non lasciarsi

scomodare!

 

 

Avevo cercato e trovato

il luogo dei desideri

la pace del cuore

il riposo della mente

l’armonia con il corpo

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Avevo scoperto

lo stare con se stessi

l’ascolto del silenzio

la melodia della creazione

nel solfeggio del respiro

 

…quando…

dietro la porta

l’insistente rintocco

mi richiamava

al confronto

 

Accidenti!

dove avrò messo le chiavi?…

dove le avrò posate,

non ricordo!?

 

Mi avvicino pian piano…

porgo l’orecchio

sul dorso della porta…

mah, la riconosco:

E’ la mia voce!

Lei ha già con sè

le chiavi per aprire!

Prego accomodati …

lo so, bussavi

nel rispetto

del mio silenzio!

 

la solitudine di un istante

Non piangere

amore mio 

la solitudine di un istante       


 

Non andrò poi così lontano            

il tempo di un lampo 

e sarò di nuovo da te       

 

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La malinconia  della sera           

sarà portata via

dall’insolita pioggia

di primavera

 

Addormentati serena

non aver paura del silenzio

veglierò lo stesso su te

seppur distante

 

Spingerò la notte

inventerò l’impossibile

a costo di salire tra le stelle

e portarne giù una

e dare vita più velocemente

al nuovo giorno

 

Abbandonati

alla carezza del mio cuscino:

sognami a lungo

arriverò presto

e ti racconterò

le meraviglie dello stupore…

… le mie mani tra i tuoi capelli…

Nei miei occhi i colori del mattino…

Nel mio bacio il sapore dell’aurora…

Nell’abbraccio dell’amore                 

il calore della vita! 

 

puro amore

 

Mi dissero

di prendere il largo,

di non aver paura

dell’immensità del mare…

Mi raccomandarono

di avere fiducia

delle parole dette

dai pescatori di turno…

La rotta

non era delle migliori

quando ad un tratto

dalla fitta nebbia

sei apparsa tu…

mia compagnia…

Due solitudini

ferite nell’orgoglio

ma determinate nel ricominciare

a solcare nuovi mari

a scoprire isole perdute… 

Notti e giorni

di duro lavoro

scandivano i tempi

del nostro andare…

Tempeste di grandine

minavano

la stabilità della barca 

venti dal nord 

diradavano, poi,

nubi ancora più minacciose…

Semplicità e pazienza

erano i nomi dei remi,

caparbietà e tenacia

quella dei muscoli delle braccia.

Amore e puro amore

la forza della volontà…

Un sì senza fine

il tesoro che ci ha uniti.

 

 

sbagliato!

E’ buio attorno a me

La notte dentro

Gli errori

Il limite dell’esistere

Percezione del nulla…

A volte ti sembra

Che il tuo io sia

Spazzato via

Persino da chi

Ti vuole bene!

E’ la notte dei silenzi

Delle solitudini

Della delusione

Il “non sei buono a nulla”

Ricorrente ritornello

Lacera le ultime speranze

L’angoscia

Il pianto,

poi,

pulizia della mente

forza

che sospinge il tempo

domani

si ricomincia

ho deciso,

non importa,

mi chiamerò

sbagliato!