Come una Tenda…

Da una galassia sconosciuta 

con un ritmo da sud del mondo

un fascio di luce

ha sorpreso gli indifferenti abitanti

di quella regione chiamata terra…

MP900439398.JPG


Un bambino con il suo zainetto

percorre le folti foreste amazzoniche

saltellando con disinvoltura  tra le ande e il tamigi

dall’everest al mississipi

sacri luoghi  e bassifondi da acri odori…

come un architetto presiede ai lavori della gioia

organizza la pace

liberando gli oppressi dai poteri assoluti.

 La leggerezza del suo movimento

impressiona non poco

quanti sono seduti tra i seggi di Bruxelles:

temono un’ulteriore rialzo dello spreed

soprattutto se quel bambino prodigio

dovesse decidere di fermarsi 

presso l’origine del pensiero,

nell’agropoli per eccellenza…

Lo stupore cresce persino in casa … bianca:

temono una rivoluzione senza limiti

che scalfisca le fondamenta dell’esistenza…

i servizi segreti sono stati già mobilitati…

 

natale,senso,vita,solidarietà,pace,amore,stupore

Il bambino ha un fare imprevedibile

lo zainetto che porta con sè srotolato 

non è altro che una tenda:

una sorta di casa itinerante.

Non si ferma mai

tocca ogni dove si respira

con la magia della semplicità

cambia il volto del futuro…

potenzialmente è un pericolo!

Inafferrabile persino da trouppe mediatiche

semina la beatitudine degli anawin 

con la politica della condivisione…

Il consiglio permanente dell’ONU

convoca d’urgenza i capi di stato:

l’umanità è a rischio …. 

la previsione dei Maja sembra avverarsi 

quel bambino va fermato

anche a  costo di un alto sacrificio!

La strage degli innocenti,

costante provvedimento,

macchia la pagina della storia di martirio

ma non fermerà il posarsi libero della tenda 

tra le periferie dei cuori dimenticati

delle favellas di Rio e gli slums di Korogocho.

Nella Tenda della diversità

i perduti di sempre

trovano riparo e accoglienza per la loro unicità

 

tenda.jpg

 

Il posarsi libero della luce

come una tenda nella notte

avvolga di gioia il quotidiano degli ultimi

racconti il nuovo al loro domani…

 

 

natale,senso,vita,solidarietà,pace,amore,stupore

 

 


l’Uomo di Pasqua

Entrando in città

tra lo stupore e lo sconcerto di molti

ha preferito indossare

l’abito dell’umiltà e della mitezza.

ulivo.jpg

Il suo stile ha scosso le fondamenta

degli edifici del senso del potere

mettendo a nudo

gli inconsistenti criteri della logica umana.

I suoi passi hanno solcato i sentieri tortuosi

degli innocenti perseguitati,

le vie silenziose dei soli e degli abbandonati,

regalando loro la vita dell’amore impossibile.

 

pane spezzato.jpg

 

Nella notte in cui fu tradito

amò di più …

cingendo le sue vesti con un grebiule

si è piegato sui piedi dell’umanità

insegnandole la gratuità

dell’accoglienza e del perdono

del dialogo e della libertà.

Sommariamente processato …

Giudicato scomodo

viene confuso e disperso tra i malfattori

per essere poi eliminato,

fuori dalla città,

sul patibolo più obbrobrioso del tempo …

La verità così, incoronata di spine,

è crocifissa dai poteri della storia.

 

croce 2.JPG

 

Il giorno dopo il sabato

l’Uomo ha visto l’Oltre:

la pietra della morte

è stata rotolata via da ogni sepolcro …

Egli ha raccolto la sorpresa nel giardino di Dio:

il senso dentro la fine …

il giorno della vita dentro la notte …

la certezza di una Presenza

che non abbandona mai …

Senza alcun tornaconto

La forza della libertà

spazza via la tirannia pluriennale.

La coscienza della democrazia

come un tsunami dalle sabbie del deserto

travolge gli schemi prestabiliti dai potenti.

L’intelligenze dei poveri sono stanche

di promesse e attese.

I teoremi dittatoriali

hanno raggiunto il culmine della sopportabilità.

Ai regimi di turno si chiede

il buon senso del “passo indietro”

prima che altri dall’esterno

colgano l’occasione “dell’uomo ladro”.

La violenza distruttrice della guerra

logora la storia di un popolo.

umilia il racconto dell’umanità.

Le cosiddette diplomazie ritornino con caparbietà

attorno ai tavoli della conciliazione

e cerchino senza sosta la fine di ogni ostilità.


rami d'ulivo 2.jpg

La fonte di ogni intesa

sia radicata senza alcun tornaconto,

aperta al dialogo tra le parti,

rispettosa dei principi culturali di ogni popolo.

La strada oggi può sembrare lunga e faticosa

ma è possibile renderla breve e spedita

se le redini degli eventi sono affidate

agli uomini mediatori e costruttori di pace.

Sul Treno …

Corri dai salta su. . .

 

Dal binario 3

è in partenza

il treno 6163,

Destinazione la stazione dell’infinito …

non effettua alcuna fermata …

si avvisano

i gentili passeggeri

che il biglietto

non va obliterato,

è da conservare con cura:

la prenotazione

vale la vita!

 

 

sul treno.jpg

Saluta la fanciulla

dal finestrino

una lacrima scivola via

e segna per un attimo

l’immagine della nostalgia

sul suo delicato viso …

mentre pian piano

il fischio del capo treno

avvia la lunga corsa…

Il vento forte

provocato dallo spostamento dell’aria,

porta via con sé

il fazzoletto dell’addio:

i suoi affetti sempre più lontani

fermi nel tempo  di un passato …

lei, protesa

nel senza tempo

di un eterno presente,

vola come una freccia

lanciata dall’arco teso della sapienza …

Percorre i binari della poesia

sfiora le valli dei pittori,

s’incunea tra i palazzi della città,

ricopre le distanze di ogni età …

 

A quanti hanno avuto

il piacere di conoscerla,

la scoperta di un’altrove

senza schemi precostituiti

da raggiungere

come obiettivo permanente

dell’itinerario personale.

 

 

La fanciulla,

richiamo conviviale

tra le differenze di pelle e di culture

convenuti su quella stessa tratta,

esalta la bellezza del dialogo

e del confronto reciproco

tessendo con pazienza la trama

della comunione delle idee.

 

abbraccio 1.jpg

 

Lo stupore colora i volti

dei partecipanti

quando la fanciulla

rivela la sua identità:

Sì, il mio nome è fantasia,

Architetto della pace!

 

 

j0403633.jpg

L’amore della mia vita, presente accanto a me, sveglia il mio incanto

e sussurrandomi nell’orecchio commenta:

Pensa Lele… Il volto della pace,

Fantasia di un’inafferrabile nostalgia del passato

Eterna presenza nell’oggi, sui binari della storia, è qui a portata di mano!

…Nascerà Ancora!

Straordinaria ordinarietà!

j0438720.jpg

Mentre il silenzio fasciava la terra

e gli uomini intenti nelle loro fatiche,

ansie e ricerche,

passavano il loro tempo,

la Stella più luminosa dell’Universo

lasciava la sua costellazione

 per mondi lontani,

mossa unicamente dalla forza e

 dall’energia dell’amore.

Il calore, la luce, la speranza,

invadevano gli infiniti spazi

del suo passaggio,

quando per il suo lungo

viaggio volle fermarsi,

quasi a suo proprio agio,

 tra i luoghi spesso impervi

 e sconosciuti dell’umanità.

stalla.jpg

La sua scelta non fu un ripiego,

né una necessità,

né determinata da flussi magnetici,

quanto piuttosto

dalla sua stessa realtà profonda,

di nucleo.

La sua scelta, nello stupore generale,

fu quella di posarsi su una stalla!

Già davvero quella stella

vista sempre da lontano

ed ora vicina,

portava con sé

nelle sue caratteristiche:

una fortissima somiglianza

con le “stalle” di ogni uomo.

Gli era congeniale!

Anzi con il passare del tempo

ci si rendeva conto come,

allo scopo di dare un senso

 alle origini dell’universo e dell’uomo stesso,

per scoprirne e saperne di più sui dati

 e gli elementi della sua struttura naturale,

fosse necessario analizzare

con la dovuta scientificità

ciò che rende tale una stalla

e le sue molteplici forme.

Si fece talmente una con le “stalle”

che non considerò un tesoro geloso

 la sua appartenenza ai cieli,

ma spogliò se stessa

assumendo quella condizione

più infima della storia dell’uomo.

Ne condivise le ansie e i dolori,

le gioie e le speranze.

Sperimentò il soffice letto di una mangiatoia,

il dolce calore di un asinello e di un bue,

certo è strano come “il bue conosce il proprietario

e l’asino la mangiatoia del padrone,

e il popolo non conosce e non comrende” (Is 1,3),

le premure di una donna e di un uomo,

umili e poveri:

la semplicità e la sobrietà della stalla.

Conosce il trascorrere lungo della notte

e il risveglio nell’aurora,

la fatica della veglia e l’annuncio della pace.

Si fa conoscere agli occhi emarginati dei pastori

con gli occhi di un pastore emarginato.

Intanto in quella stalla,

sua madre serbava tutte queste cose,

meditandole nel suo cuore:

la Stella dell’Universo si è fatta stalla

perché ogni stalla

potesse diventare una stella!

O meglio, una stella nell’universo delle stalle

 per motivare ancora la speranza

di una stalla nell’universo delle stelle.

La gioia, la lode ed il grazie nel riscoprirsi,

 all’interno delle povere stalle dei nostri cammini,

 illuminati e chiamati allo scintillio

dell’amore nelle notti del mondo.

La scia di luce del suo passaggio,

pervada le mangiatoie delle nostre storie.

Con la certezza della sua presenza,

 nascerà ancora!

bambino natale.jpg
___________________________________
Tra le fessure
della tua porta socchiusa
quasi in punta di piedi
la luce ha bussato
al tuo cuore…
spalancagli la vita!
La tua notte
si illuminerà di stelle,
i tuoi passi
dribbleranno gli ostacoli,
i tuoi occhi
vedranno l’infinito,
la tua scia
profumerà di pace
e la Semplicità
ti prenderà per mano
e ti guiderà,
sorridendoti,
sulle vie dell’amore…

In Diretta da Betlemme

 Buonasera,

siete collegati con Betlemme, una cittadina sperduta della Giudea. 

cameraman.jpg

         Siamo tra gli emarginati di sempre. Qui ogni diritto viene violato: poco fa, sotto i nostri occhi, abbiamo assistito all’ennesimo sopruso della dignità umana: un bambino di strada violentato e calpestato a morte. 

        Ci incamminiamo per le vie, non tutte asfaltate, come potete osservare, poco illuminate, anzi, spente dal volere del potente Erode. 

        In questa notte interminabile e fredda incontriamo gente silenziosa lungo le pareti annerite dallo smog. Gente impoverita, senza casa né lavoro, senza famiglia né affetti; gente senza cibo, senza calore umano, senza cure, senza pace.         

clochard.jpg

Gente dimenticata e oppressa dall’indifferenza di tutti.

Ci addentriamo nei sobborghi sempre più abbandonati a se stessi, il cameraman a fatica ci segue. Speriamo che vi faccia cogliere con le sue zoomate i particolari di un’esistenza in attesa del grido di liberazione.

        Ecco, a pochi metri da noi, notate, girovaghe solitudini cercano la compagnia del vuoto. Più in là, sentite?: Rumori assordanti; alcuni giocano alla vita profumandola di alcool. E’ la gente che abita la strada, gente che affolla gli angoli del “dolce far niente”, gente riempita dai surrogati di una società fallita nelle dinamiche di una pseudo – libertà.

Gente sola, dimenticata da culture massificanti e dunque spersonalizzanti.  Gente venduta a caro prezzo sui mercati del sesso, gente depressa, disorientata, disperata. 

Ma vedete lì quell ’ uomo, certamente un esperto camminatore di strada, ha un’aria discreta, un volto sereno, uno sguardo profetico, e… guarda si avvicina, ci fissa negli occhi:

         – “Confidate nel Signore, sempre, perché il Signore è una roccia eterna; poiché Egli da sempre abbatte coloro che abitano in alto; la città dei potenti l’ha rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. Sì, ora i piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri”. 

         – “Ma quando si potrà toccare con mano la libertà degli oppressi e dei carcerati dall’indifferenza, la vista dei ciechi, il saltellare degli zoppi… buon uomo, quanto resta della notte”? 

         – “Vedi è ormai tempo di svegliarsi dal sonno, la notte è avanzata, il giorno è vicino. Alza il capo e vedi; lassù in alto brilla, nella profondità oscura dell’universo una luce forte e intensa, una luce che si posa ed illumina stranamente quella casa laggiù. Lì troverai un segno: un bambino avvolto in fasce deposto in una mangiatoia.  E’ il segno di una Speranza, il segno di Dio tra noi”.

Allora presto, andiamo, sarà lo scoop televisivo del millennio!

Eccoci arrivati, entriamo con facilità all’interno:

le porte spalancate,

l’ospitalità senza precedenti,

il silenzio di un’atmosfera familiare,

la semplicità di un uomo saggio,

l’attesa colmata di una donna madre,

la tenerezza di un bambino sorprendono questa notte, ora illuminata a giorno.

 

NATIVITA'.jpg

Qui nel segno povero, semplice ed essenziale di un bambino avvolto in fasce vediamo, in esclusiva, nel deserto e nell’aridità del mondo fiorire la speranza.

Qui la pace estingue ogni contesa, l’amore vince l’odio e la vendetta è disarmata dal perdono.

La sensazione che proviamo, in diretta con voi, è che la lunga attesa è stata, nel silenzio, colmata da un amore senza limiti e imprevedibile: Dio si rivela innamorato pazzo dell’umanità, nonostante tutto.

         Ma quello che ci sorprende di più è la scelta del luogo: Betlemme,metropoli degli ultimi! Davvero ogni burrone è stato riempito, ogni monte e colle è stato abbassato, i passi tortuosi resi diritti, i luoghi impervi spianati. Ogni uomo vede la vicinanza di Dio. 

         E’ Natale, novità di vita, fantasia di colori.

E’ pace: condividere la speranza con i più poveri, gli esclusi e i senza nome della storia di oggi così come il mio e il vostro Dio in Gesù.

         Da qui è proprio tutto… meglio, è gioia grande! 

                                                                                    A voi studio! 

                                                                                              L’inviato speciale

 

       

_____________________ la stella in una stalla______________

 

Nel Sì di una Donna

Nella solitudine della sera

i miei occhi ormai stanchi

chiudevano la luce alla mia vita…

 

                    Nella quiete di una giornata trascorsa

                    un vento leggiadro e soave sulla mia pelle

                    mi destava per orizzonti infiniti…

 

      Nel silenzio del buio

      una voce

      delicatamente nella mia intimità

      Nella profondità della notte

      una parola sconvolgeva la mia realtà

      Nell’apparire di un’alba nuova

      un sì

      fecondato da un’ ombra

 

                    Nel sì della mia vita

                    una storia ricreata nell’amore

                     nasceva carica di speranza…

 

Nel sì della mia storia

un Dio con le sue mani

accarezzava il volto della sua amata…

 

       Nel sì di una donna

       un Dio con le sue mani

       accarezza il volto dell’umanità…  

                             

lo stupore.jpg
__________________ La STELLA in una STALLA_____________

LA STELLA in una STALLA

Dopo la terza tappa dell’attesa della Luce

postata su “la voce sottile del vento” 

dal titolo “il mantello degli anawin”

ed il post sui testimoni della luce

“l’uomo del silenzioso stupore”

che potete visitare

sullo stesso blog menzionato in precedenza 

_________________________________________ 

La matita dello Stupore 

e

la voce sottile del vento

presentano

“la stella

in una stalla”

dentro le origini del natale,
il senso e la fede

  

programma:


SaBaTo 20:_______________

    Nel sì di una donna…._______________

– LuNeDì 22:


….in diretta da betlemme____________

– MErCOleDì 24:

gli auguri scomodi
(su h24.myblog.it)

– GiOveDi 25:

 una stella nella stalla:

Buon Natale!

– MErCOleDì 31:

 luci di serenità sul prossimo anno:

 buon 2009

GioVEdì 1:

Il Dire bene

(su la voce sottile del vento)

– Domenica 4:

______________la stella dei magi

una rotta per la vita__________

 

Vi aspettiamo

nello stupore e nella luce

Mieleinfuso e Coesolume

La libertà del volo

1520409488.2.JPG

 

 Volare è un po’ come amare. . .
Ti fibrilla il cuore, ti danza il ventre. . .
I timori e le ansie della vigilia
lasciano il posto all’istinto naturale di provare l’impossibile:
sfiorare il cielo
e lasciarsi andare sulle onde della fiducia. . .
In un attimo osservi le cose
con gli occhi del sole,
accarezzi il vuoto
come la scioltezza di una nuvola,
 attraversi la notte
con la lampara della luna.
Persino il tempo cambia i suoi ritmi
 annullando le distanze
dei mondi e delle culture. . .
Le sensazioni si librano nell’aria
e il profumo della tua pelle si diffonde
a più di dodici mila metri. . .
I tuoi piedi saltellano
sui monti della pace amica mia. . .
Ed ora ancora più sù. . .
 là dove l’uomo non è che un nulla
 nonostante  crei questa stessa opportunità. . .
I tuoi baci mi permettono
di slacciare le cinture di sicurezza
e vivere sino in fondo
la libertà del volo. . .
Dondola lievemente
l’aereo da destra a sinistra
 per poi passare ad un sù e giù da estasi. . .
Il comandante interrompe
il rumore dei motori:
prepararsi alle fasi dell’atterraggio. . .
Mi dispiace amore mio
è necessario riallacciarsi le cinture:
è ora di ritornare in picchiata
 sulla pista del quotidiano!
Il carrello è sganciato
 lo spettacolo della natura
si disegna in avvicinamento
e come in un battito d’ali tocchiamo terra. . .
 Che bello siamo arrivati insieme. . .
Pensa il pilota ci ricorda
che siamo in anticipo sull’orario previsto:
quando si ama del resto si vola. . .