sabato, 13 dicembre 2008

I castelli dell'io

Soffia il vento
tra le fenditure
del castello

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quasi rende nulle
le difese della fortezza

il suono cadenza
melodie reali e surreali
il passato si mescola
con il presente. . .

la pelle sfiorata
da brividi misteriosi 

mentre attraversa
 le stanze
di un tempo che fu...

Castelli di pietra...


castelli di sabbia...


castelli creati dall'io...


camminano attorno a me...

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Altissime fortezze
baluardi protettivi
di segreti scottanti..


posizioni strategiche
per attacchi violenti
sui territori indifesi. .


Castelli di maschere
teatri in cui s'impara
l'arte dell' essere attori. .


Amanti di finzioni
costruttori di menzogne
negano persino l'evidenza. .


Sono re e regine
principi e potenti. .
Si ritrovano attorno
a lauti banchetti
per festeggiare sbeffeggiando
i mendicanti della verità.


Nel castello dell'ipocrisia
non voglio vivere
anzi desidero

fuggire lontano . .


cercare dietro ogni volto

la trasparenza dell'essere. .

E là piantare
 la mia tenda. . .

venerdì, 28 novembre 2008

Anoressia...fame d'amore

- Gli occhi bagnati di lacrime … non compresa tra le mura di casa.

L’angoscia che si porta dentro sale….

sale sempre più e si tramuta

nel grido disperato rivolto a Dio: “Signore mio, non ce la faccio più!".

Le ho sussurrato:

coraggio… in un abbraccio sincero d’amore….

anche i miei occhi hanno pianto e sorriso con i suoi.

Dopo qualche istante ha ripreso a raccontare:

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- Penso di essere stata malata…

mi facevo paura….

Tutto mi faceva schifo, io principalmente più di tutto.

Avevo un rigetto di me stessa, per come ero e per come vivevo…

attacchi improvvisi di fame, mangiavo di tutto:

biscotti, nutella, brioche, gelati, possibilmente cose dolci e grassi,

meglio se consistenti,i più masticabili possibili…

 

Camminavo per la casa e deglutivo,

velocemente e nervosamente…

Alternavo poi quella fame strana

con giornate intere senza mangiare e senza sentire nemmeno il bisogno…

tremavo… brividi di freddo o forse crisi di nervi…,

pianti a più non posso…

mi ripetevo: "Basta smettila…devi smetterla!".

- Seguivo il suo sguardo, i suoi occhi bagnati di lacrime…

le sue mani intrecciate…

ricordi vivi che hanno segnato un’esistenza…

 provato duramente una persona….

- Continuavo a tremare e a mangiare…

volevo farmi del male…

poi dopo un po’…mi sentivo piena, con la pancia gonfia,…

eppure continuavo a mangiare.

Ma ecco… la nausea… profonda e potente.

E come una sequenza da copione…

in bagno, in ginocchio con le dita in gola, il vomito,

le lacrime agli occhi ed un forte dolore allo stomaco.,

Ero completamente giù…. ma liberata da un peso.

Gesti di routine per ogni volta che subivo attacchi

 contro la mia dignità di donna…

il vomito… sinonimo del mio essere

 un’ accumulo di immondizia.

- Proseguo in silenzioso ascolto….

Penso che sia il modo migliore per esprimerle solidarietà…

- ero  in trappola…

in un tunnel senza uscita, non riuscivo più a vivere la mia vita,  

gestita da questi impulsi negativi

che altro non facevano che distruggermi.

Addirittura mi ero convinta

 che la soluzione migliore era farla finita: 

mi ammazzo perché non amata dall’amato!…

ma  poi pensavo  ai miei figli…

a cosa avrebbero potuto pensare

 e come avrebbero reagito all’assenza di un amore di madre

e ad un gesto contro la vita

e contro l’educazione e la formazione che gli avevo dato. …

Ero davvero stanca di mentire,

di nascondermi, di fingere, di star male

e rimanere chiusa nel mio silenzio…

il mondo mi crollava addosso…

ogni mio proposito schiacciato.

Il mangiare poteva essere un sentirsi appagati per un momento

ed invece diventava odio per me stessa.

-  Quindi ritieni che una delle cause di questo tuo stato

sia stato il mancato dialogo con il tuo amore,

la difficile relazione con lui?

-         Mi sono sposata a venti anni

e da allora la mia persona è stata annullata…

sentivo la mia mente offuscata…. annebbiata. ..

gestita dalla sua prepotenza…

 L’unica certezza che avevo

era la consapevolezza di valere poco più di niente.

Non c’è la facevo più… la mia dignità di donna… una vergogna!

   A prendersi gioco di me non era più solo lui

 ma anche  parenti e non,

 che si divertivano a prendermi in giro

 dicendomi che la causa del mio fisico deperito

nasceva dall’idea  della linea perfetta…

del resto ignorare la verità fa’ più comodo!

- E poi cosa è accaduto?

- Volevo fuggire da quella realtà,

volevo salvarmi, volevo ritrovare la mia persona

e affrontare il problema alla radice.

Così un giorno ho trovato la forza di fare il primo passo.

Ti assicuro che non è stato affatto facile

ma dovevo farlo ne valeva la mia vita.

Ormai il mio mondo era sbiadito, privo di ogni colore… .

Ho deciso di andarmene…

di lasciare tutto… di ricominciare…

Ritrovare me stessa in un nuovo amore per la vita…

- Che coraggio e che forza!...

- Non è finita…

un’altra tegola cadde su di me…

Anche coloro che tante volte da me

 hanno trovato sollievo e ristoro mi abbandonarono:

i miei fratelli, persino mia madre…

mi consideravano il disonore della famiglia

 per via di quella cultura particolare

 che ama salvaguardare l’apparenza…

Ma una forza che avvertivo dentro

 mai così forte come allora

mi spinse oltre… lontano da tutti e da tutto…

con il desiderio di ricominciare …

- Ed ora come prosegue il cammino?

- Oggi sono passati alcuni anni e mi sento rigenerata.

Sono ritornata in vita…

li vedo, li apprezzo e li ammiro

i colori che la vita ogni giorno mi regala: un grande dono!

La mia vita finalmente è a colori!

Per quanto riguarda il cibo

 non ho avuto bisogno di alcun  medico,

 nonostante i quindici anni di travaglio…

mi  è bastato stare lontano da chi non mi voleva bene.

 Mangio quando voglio e tutto ciò che ingerisco

rimane con me perché vivo la mia vita 

 in piena libertà.

Ringrazio tanto chi pur non conoscendomi

 ha avuto tanta fiducia in me

  da rimettermi in gara sulla grande pista della vita.  

 

- E noi ringraziamo te per la confidenza

e la testimonianza del tuo senso della vita!

 

-   -   -

Per l'eventuale approfondimento visita h24:

dal ministero della gioventù un sito in aiuto

martedì, 18 novembre 2008

L'esodo del pensiero

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Lo spettacolo è incominciato

attorno a me

aforismi metafisici

ricerche metastoriche

come una neo piaga esodale

si abbatte tra i deserti del vivere umano.

Cavallette del sapere

devastano i campi

e rendono vano il raccolto…

I poeti fuggono

sulle loro spalle

la faretra delle matite…

chi lancerà

con l'arco della musica

la freccia dello stupore?

Il faraone con i carri del terrore

ha lanciato l'offensiva

sono banditi dal suo regno

la ragione e la giustizia. . .

I popoli a consulto cercano

l'uomo condottiero come liberatore. . .

Le sentinelle dalle alture già intravedono

la nuvola della tempesta…

Ci si mobilita per la scelta..

un figlio delle acque

la soluzione che ci porterà

dalla schiavitù alla libertà. . .

come un fiume in piena nel mare

cosi il potere termina la sua corsa

mentre il desiderio inizia una nuova storia. . .

La superbia è affogata negli abissi del mar rosso

la fede portata in salvo

sulla riva della terra promessa

lontana da ogni assalto. . .

L'umiltà e l'ascolto, l'abbandono nella provvidenza

hanno spianato la strada alla salvezza..

La parabola dello stupore

Nel cielo disegna

L’arcobaleno dell’alleanza

Tra la verità e la passione

Di raccontare il pensiero libero,

dolce miele…infuso di serenità.

 

mercoledì, 12 novembre 2008

Attenti a non svegliarlo!

 

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Non riuscivo a dormire l'altra notte. . .

La mia mente era affollata da mille pensieri.


L'uomo per la sua costituzione fisica

ha la necessità di cercare il riposo:

 il dolce dormire.

Al di là del gesto che compiamo istintivamente,

 si cela un atto di estrema fiducia,

 quasi paradossalmente,

nella certezza della vita.

In quel momento di abbandono

manifestiamo l'assoluta vulnerabilità dell'esistere,

che genera, al solo pensiero, un senso di paura.

La coscienza è annebbiata dal profondo sonno,

si è catapultati in un mondo fittizio

là dove la smorfia e credenze popolari

fanno da padroni.

La stessa parola biblica

ha circondato quest' istante della vita dell'uomo

di misteriosi incontri,

cifre interpretative di percorsi ...

evocativi di eventi in avvenire.


 Il desiderio innato dell'inevitabile riposo

allontana l'inconsapevole essere in balia

dell'eventuale pericolo.

Dormire è un pò come morire. . .

è perdere il possesso di se stessi

abbandonati nelle mani dell'inconscio.


 Il  meccanismo fisiologico

travolge inesorabilmente

la cellula della libertà,

la sfianca senza scampo,

l'addomestica alla pausa,

la rigenera per il domani...

Provo di nuovo ad addormentarmi

chiudo gli occhi dolcemente...

quando

un dubbio improvviso

mi assale

 E se fossimo il sogno di Dio?!

Attenti a non svegliarlo

rischieremmo di non essere più!

lunedì, 03 novembre 2008

Una notte a Parigi






podcast






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Il fiume scorre
tra le case della città. . .
Con il suo affluire ricama
il passeggio del mio andare. . .
Sull' Ile de la Citè  
la madre delle genti
veglia il respiro dei figli
mentre si illuminano
le “origini del mondo”

tra le penombre dei prive' . . .

 

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È una notte fredda
da lontano la torre
come faro cerca di illuminare
le vie più frivole. . .
Tra lussuosi teatri 
 magazzini d'alta moda
e musei sfarzosi
una folla invade
i sotterranei metropolitani,
neo quartieri della fretta,
di incontri casuali
di ricerca di senso. . .
Gli occhi si sgranano
e si perdono
tra gli esorbitanti prezzi
di orologi e di anelli firmati
di borse e portafogli
dal sangue blu. . .
immagini che stridono
con le parole
di uno sconosciuto testimone
di ritorno dal sud america
là dove per disperazione
vendono per pochi soldi
le proprie figlie alla prostituzione . . .
I locali Aperti
a tutte le ore
stracolmi di giovani di ogni dove
più che offrire 
cibi prelibati
 sono riserva di caccia
per nuove avventure. . .
Ubriachi di sesso
Trasgressioni finissime
Nella magia di un’atmosfera
 Profumi inebrianti e accattivanti
Scia negli incroci
degli Champs – Elysèes
Rimandano
ad incontri passati
Quando l’amore si affacciava
alla finestra della vita
Ed il cuore batteva forte
per la prima volta
A ritmo del ballo
del Moulin Rouge.
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Oui, incanta la Paris
Per la sua storia
La crudeltà delle prigioni
E delle decapitazioni
E per il coraggio
nella conquista
a caro prezzo
Della libertè,
egalitè e fraternitè .
Romantica come sempre
Racconta ancora oggi
 Lo scarto enorme
ed improponibile
Tra i ricchissimi e i poverissimi
Preludio ad ogni rivoluzione.

lunedì, 06 ottobre 2008

Il Silenzio degli Esclusi

 

 

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Là dove c'è

                                       il silenzio degli esclusi

corri...

Là dove c'è

                                       il silenzio degli esclusi

                        stai...

Là dove c'è

                                     il silenzio degli esclusi

                                              sei...

Là dove c'è

                                       il silenzio degli esclusi

                                                                                         ascolta...

                                                                       il grido della pace

Là dove c'è

                                     il silenzio degli esclusi

crea

               e libera... l'Uomo!

Là dove c'è

                                     il silenzio degli esclusi

tu

voce

speranza

fiducia

certezza

di un mondo

non più escluso!

 

lunedì, 29 settembre 2008

L'mmagine e il silenzio

Sono lieto di presentare altre due creazioni:

Libera il Volo

la Voce Sottile del Vento.

La prima crezione riguarda la lettura, dentro l'immagine, del riflesso del pensiero, della parola. Nella seconda, realizzata in collaborazione con coesolume, è un tentativo, oggi davvero arduo, di ascoltare il silenzio, il suono della vita nella dimensione della spiritualità. L'incontro con il silenzio apre orizzonti impensabili sul senso, sulla libertà, sulla vita. Entrambi si completano poi con lo shopping delle scelte che individua gli aspetti quotidiani dell'essere e la matita dello stupore cifra del senso dipinto con la categoria della poesia. Le vostre visite saranno sempre gradite per un sereno confronto ed una crescita reciproca.

                                                                   A presto, Mieleinfuso!

 

 

venerdì, 26 settembre 2008

Sul treno della vita

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L'appuntamento con la vita 

è un po' come salire

su un treno di solo andata

senza alcuna soluzione di ritorno.

Ti capita di viaggiare

con un posto assegnato

o di rimanere

 per tutto il viaggio in piedi,

come sentinella della via. . .

Puoi incontrare l'umanità

racchiusa in sintesi:

dalla piccola che stupita esclama:

"papà stiamo andando addosso al mare!. . .";

al silenzio indifferente di tanti

isolati dalla stereofonia dell'emmeptre . . .; 

al chiacchiericcio assillante

di chi ammazza il tempo

con i soliti bla, bla, bla.

Corre veloce con poche fermate. . .

il treno...

 Non hai scampo. . .

 non hai tempo. . .

e mentre dal tuo finestrino tutto passa,

attorno a te una miriade di scelte

rivelano lo stile della tua identità.

C'è bisogno di pazienza

per raggiungere la meta . . .

C'è bisogno di sedersi accanto

per ascoltare il suono di un'altra vita. . .

C'è bisogno di stupirsi

per accogliere se stessi. . .

C'è bisogno di scegliere

per esprimere

la libertà e il senso dell'esistere.

mercoledì, 17 settembre 2008

Premio d'autore!

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In arrivo da un lungo viaggio, delicato e drammatico per le motivazioni, mentre attraversavo la piazza principale della mia città sento le parole bisbigliate di una ragazza nell'orecchio dell'amica:

 

“oh vedi questo! Ha abbinato la maglietta al colore della valigia!”.

 

Di scatto mi giro e gli dico: “lo sai che non ci avevo fatto caso?” Mi sorride, anch'io gli sorrido e stupito mi allontano sotto lo sguardo di altri ragazzi che compiaciuti ne sottolineavano la novità. Dentro di me mi chiedevo se non avessi lanciato una nuova moda.

 

A quei ragazzi spesso considerati distratti e indifferenti gli regalerei il premio d'autore per l'acuta osservazione. I nostri facili giudizi sulla condizione giovanile sono costantemente smentiti dalle capacità e dalle innumerevoli risorse dell’essere giovane.

 

mercoledì, 10 settembre 2008

L'incontro

Come in un sogno la realtà mi ha portato con la velocità di un'aquila sulla pista d'atterraggio della sofferenza. . . Gli sguardi malinconici, la paura della fine imminente, il limite dell'essere umano sfiorato con una mano. . . Il correre del farmaco come ultima chance, la nostalgia delle possibilità mancate, gli umori instabili segnati in grafica, disegnano la lotta dell'uomo contro la sua stessa debolezza. . .

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Nella notte una voce avanza con il bagaglio dell'esperienza. . . È quella di nonno Saverio, profondo conoscitore del mare della vita. . . Una poesia imparata da piccolo è il ritornello della sua esistenza:

"Quando nacqui mi disse una voce:

tu sei nato a portare la tua croce.

Io sommesso la croce abbracciai

che dal cielo segnata mi fu. . .

Poi guardai, guardai, guardai. . .

Tutti portano una croce quaggiù.

Vidi un uomo giulivo nel volto

di un mantello di seta era avvolto

e gli dissi:

a te solo fratello questa vita è cosparsa di fiori?

Non mi rispose. . .

Aprì il mantello. . .

La sua croce l'aveva nel cuore!

Sosteniamo ad abbracciare la fatica

ché la croce è la migliore amica".

 

 

La sapienza di chi prova a trovare lo spazio della luce nella fede assurda e incomprensibile da ritenere amica la condanna di una malattia. Su questi impervi sentieri tempo fa' un uomo nel silenzio ha raccontato la via, la verità e la vita dell'Essere, persino di Dio, nella solidarietà con i crocifissi di sempre. Il mistero non fu spiegato ma attraversato. . . La scia del suo passaggio ha lasciato attoniti e stupiti gli occhi di tanti, ha aperto se non altro la possibilità dell'oltre, il dubbio che il senso è presente nel quotidiano della storia  così come nel segreto del mistero.

 

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