L’Identità Perduta

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L’uomo che non sapeva chi fosse

cammina ora 

lungo il percorso del mio sguardo:

la sua è un’ andatura 

di un tempo non definito ….

Con la sua mano accarezza 

il dolore della solitudine . . .

Sul suo volto la nostalgia delle cose perdute. . . 

Sui suoi piedi la fatica degli incontri falliti. . .

Sulle etichette create ad arte dalla gente

 il suo nome assomiglia a Nessuno,

naufrago di epiche memorie …

Una spina nel suo fianco

gli ricorda costantemente la sua finitudine. . .

Incompreso sulle vie della giustizia,

frainteso volutamente 

per disperdere le sue intuizioni tra le folle,

respira ogni giorno la nebbia delle promesse,

il fumo delle illusioni 

gettato senza rispetto sul suo volto. . .

Lo mantiene in vita

una sola verità 

quella di non a fare ad alcuno

ciò che non vorrebbe si facesse contro di lui …

La sua battaglia,

apparentemente persa sul campo del quotidiano,

si svolge sul piano dell’essere

là dove s’incrociano i volti senza maschera

e l’io abbandona gli scudi della difesa.

A nudo le identità sono svelate

cosi come la falsità è palesamente illuminata. . .

La consapevolezza di un desiderio

vive nel dopo degli incontri:

la semina del bene

è l’attesa che sprigiona fiducia.

Domani …

 

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Domani

il rinvio costante del mio presente …

L’attimo della svolta

a fatica trova un pertugio di libertà

nel pensiero condizionato di questo tempo.

La corsa all’inutilità

è il respiro dell’universo relazionale.

Le scelte pratiche della quotidianità

sono orientate,

nella maggior parte dei casi,

verso un dilagante non senso.

La storia prosegue inesorabile

il suo svolgersi nell’età …

Non curandosi del suo stadio finale.senso,vita,filosofia,ricerca,poesia,l'altro,la scelta,decisioni,controcorrente,storia,mondo,sociale

La buona volontà di mettercela tutta

lotta come arbitro

tra l’indifferenza e l’apatia da un lato,

la partecipazione e il desiderio dall’altro.

Gli eventi ti corrono incontro

ponendo interrogativi che esigono risposte

per una lista di scelte

ai più incomprensibile

ma necessarie per un cambio di marcia.

Il coraggio di seguire

l’onda contro corrente

diventa imprescindibile principio

per dare il via all’altro che è in te.

 

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Nel cilindro delle magie

Nel cilindro
delle mie magie
ho trovato
un seme piccolissimo
quasi invisibile
ad occhio nudo…
La natura
e la provenienza
mi erano alquante oscure.

Il sospetto che fosse
un residuo di speranza
dopo il setaccio
della mia coscienza
mi balenò subito
tra gli abissi
della mia mente.
La prova dei fatti
quel barlume di energia che nasce

dopo ogni notte insonne …
si sprigiona nella forza

e nel coraggio di rialzarsi

dopo ogni caduta …

esplode nel silenzio della perseveranza…

si libera sulle strade della giustizia,
dopo il grido di rabbia…


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Un bel dì ho provato a piantarlo

nel terreno più profondo
della mia umanità
e dopo anni di attesa,
di paziente cura
ha portato frutti inimaginabili

raggiungendo vette così alte

che persino i passeri

e le rondini trovano riparo…


L’ombra delle sue foglie

raggiunge chiunque

volesse respirare

la freschezza dello stupore

nel disegno di una matita …


Nella cavità formatasi lungo gli anni,

al centro del suo sviluppo,

trovano rifugio, come nido accogliente,

i piccoli di sempre, i derisi, 

cacciati via dalla tavola del benessere

perché ritenuti non adatti,

diversamente abili

del sistema precostituito e confezionato

dai capi tavola del quotidiano …

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Dalla semplice semina
è nato l’albero a cui aggrapparsi

nella solitudine della ricerca …


Si è progettata la casa della linfa vitale …
Piantate le radici del senso ultimo …
Raccolto il frutto saporito della sapienza.


Nel cilindro delle magie
nascosto nel seme di senape

il bacio di Dio toccava d’eternità

la mia e la tua storia.

Una sinfonia in Do+

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Oggi come in in una dissolvenza

la notte ha dato spazio 

al giorno senza fine

Le fondamenta del pensiero

sono state scosse

da un terremoto senza precedenti

un grosso masso è stato rotolato via

dal sepolcro della morte…

l’ultima catena che imprigionava la libertà

è stata spezzata da una forza incontenibile…

le porte del mistero

oltre la soglia del conoscibile e del dicibile

sono state spalancate…

la storia scaraventata in un attimo

dentro la luce del senso

là dove la vita non muore più

e la poesia intrattiene gli invitati

con la sinfonia in do +…

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A quanti ho conosciuto lungo il mio cammino

e a tutti coloro che senza bussare entrano nel mia casa

l’augurio di vivere l’esperienza della Pasqua!

 

 

Visita la testimonianza del discepolo amato

nel blog la voce sottile del vento 

 

 

 

 

 

 

E se fosse Verità?

 

L’altra notte, come un brivido che ti attraversa all’improvviso,

una domanda ha letteralmente spazzato via ogni mio pensiero:

 

E se quell’uomo che attraversò le strade della Palestina tanti secoli fa avesse come in filigrana percorso i sentieri dell’essere di ogni vivente?

 

E se fosse un miraggio nel deserto arido della storia, ben architettato dalla fantasia che percorre le strade più recondite della mente umana, a definire il vissuto di quell’uomo una sintesi di ogni cammino?

 

E se fosse la verità di una strategia impensabile e ritenuta impossibile dalla conoscenza empirica dell’uomo di un Oltre, movente del perché dell’esplosione della vita nel silenzio vuoto dell’universo?

 

Resta la passione per una causa, l’amore di un progetto,

l’atroce sofferenza nel portarlo a compimento,

una sapienza non proprio umana nel ritenere la debolezza forza della rivoluzione antropologica . . .

 

Resta l’opzione preferenziale dei poveri come linea guida per una rivoluzione sociale degli abitanti della terra. . .

 

Resta l’uomo del villaggio che predilige le relazioni nei luoghi comuni degli incontri. . .

 

Resta il silenzio dell’innocente condannato a morte che assapora l’amara lama dell’ingiustizia e l’aspro aceto delle beffe. . .

 

L’efferata violenza delle centinaia sferzate di frusta su di un corpo inerme. . .

La proclamazione di un regno che non è di questo mondo, un regno che ha come re un re incoronato di spine, con lo scettro della croce tra le mani, seduto sul trono della non violenza, tradito persino dai più stretti collaboratori. . .

La testimonianza che è possibile amare fino alla follia del perdono

e credere nella fiducia della vita dietro le quinte della morte. . .

 

una luce ha squarciato il cielo della notte l’inquietudine sarà colmata dalla sua presenza?

 

La profetica visione di isaiana memoria svela il codice del mistero diventandone cifra interpretativa dell’esistere. . .

 

Se fosse la verità. . .

Resti. . . con noi. . .

Risorga dalle ceneri

il futuro del senso,

il fuoco vivo dell’armonia del nuovo Eden. . .

I castelli dell’io

Soffia il vento
tra le fenditure
del castello

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quasi rende nulle
le difese della fortezza

il suono cadenza
melodie reali e surreali
il passato si mescola
con il presente. . .

la pelle sfiorata
da brividi misteriosi 

mentre attraversa
 le stanze
di un tempo che fu…

Castelli di pietra…

castelli di sabbia…

castelli creati dall’io…

camminano attorno a me…

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Altissime fortezze
baluardi protettivi
di segreti scottanti..

posizioni strategiche
per attacchi violenti
sui territori indifesi. .

Castelli di maschere
teatri in cui s’impara
l’arte dell’ essere attori. .

Amanti di finzioni
costruttori di menzogne
negano persino l’evidenza. .

Sono re e regine
principi e potenti. .
Si ritrovano attorno
a lauti banchetti
per festeggiare sbeffeggiando
i mendicanti della verità.

Nel castello dell’ipocrisia
non voglio vivere
anzi desidero

fuggire lontano . .

cercare dietro ogni volto

la trasparenza dell’essere. .

E là piantare
 la mia tenda. . .

L’esodo del pensiero

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Lo spettacolo è incominciato

attorno a me

aforismi metafisici

ricerche metastoriche

come una neo piaga esodale

si abbatte tra i deserti del vivere umano.

Cavallette del sapere

devastano i campi

e rendono vano il raccolto…

I poeti fuggono

sulle loro spalle

la faretra delle matite…

chi lancerà

con l’arco della musica

la freccia dello stupore?

Il faraone con i carri del terrore

ha lanciato l’offensiva

sono banditi dal suo regno

la ragione e la giustizia. . .

I popoli a consulto cercano

l’uomo condottiero come liberatore. . .

Le sentinelle dalle alture già intravedono

la nuvola della tempesta…

Ci si mobilita per la scelta..

un figlio delle acque

la soluzione che ci porterà

dalla schiavitù alla libertà. . .

come un fiume in piena nel mare

cosi il potere termina la sua corsa

mentre il desiderio inizia una nuova storia. . .

La superbia è affogata negli abissi del mar rosso

la fede portata in salvo

sulla riva della terra promessa

lontana da ogni assalto. . .

L’umiltà e l’ascolto, l’abbandono nella provvidenza

hanno spianato la strada alla salvezza..

La parabola dello stupore

Nel cielo disegna

L’arcobaleno dell’alleanza

Tra la verità e la passione

Di raccontare il pensiero libero,

dolce miele…infuso di serenità.

 

Attenti a non svegliarlo!

 

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Non riuscivo a dormire l’altra notte. . .

La mia mente era affollata da mille pensieri.

L’uomo per la sua costituzione fisica

ha la necessità di cercare il riposo:

 il dolce dormire.

Al di là del gesto che compiamo istintivamente,

 si cela un atto di estrema fiducia,

 quasi paradossalmente,

nella certezza della vita.

In quel momento di abbandono

manifestiamo l’assoluta vulnerabilità dell’esistere,

che genera, al solo pensiero, un senso di paura.

La coscienza è annebbiata dal profondo sonno,

si è catapultati in un mondo fittizio

là dove la smorfia e credenze popolari

fanno da padroni.

La stessa parola biblica

ha circondato quest’ istante della vita dell’uomo

di misteriosi incontri,

cifre interpretative di percorsi …

evocativi di eventi in avvenire.

 Il desiderio innato dell’inevitabile riposo

allontana l’inconsapevole essere in balia

dell’eventuale pericolo.

Dormire è un pò come morire. . .

è perdere il possesso di se stessi

abbandonati nelle mani dell’inconscio.

 Il  meccanismo fisiologico

travolge inesorabilmente

la cellula della libertà,

la sfianca senza scampo,

l’addomestica alla pausa,

la rigenera per il domani…

Provo di nuovo ad addormentarmi

chiudo gli occhi dolcemente…

quando

un dubbio improvviso

mi assale

 E se fossimo il sogno di Dio?!

Attenti a non svegliarlo

rischieremmo di non essere più!